NAPOLI, 27 GIUGNO. E’ nata a Napoli, dall’aggregazione tra fornitori di attrezzature, utensili, le materie prime e pizzaioli, una rete dal basso di tutti gli operatori di settore per fare squadra e contrastare i grandi gruppi americani. Un modello economico che punta a fare sistema dal basso in risposta alle reti capitalistiche statunitensi. A quanto afferma un comunicato nel quale è anche scritto che “l’idea di Raffaele Biglietto, esperto di marketing e di Sergio Miccò, presidente dell’Associazione Pizzaiuoli napoletani”.

Nata dall’esperienza di TuttoPizza, la fiera di settore che si è svolta alla Mostra d’Oltremare, la proposta è stata presentata oggi nell’Hotel Mediterraneo di Napoli in un incontro moderato da Brunella Cimadomo.

A illustrarne il valore dal punto di vista economico è stato il professor Raffaele Cercola, docente di marketing strategico alla Seconda universitá di Napoli: “Il mondo della pizza sta cambiando e sta divenendo sempre più potente. Per questo – ha detto – è necessario fare gruppo attraverso una politica dal basso, partecipativa. Il network di aziende riesce a fare arrivare prodotti a prezzi speciali anche a chi ha un solo punto vendita. Non sará più necessario, in questo modo, avere 10/20 esercizi commerciali per avere vantaggi competitivi”. Le modalitá operative del modello sono state dettagliate da Raffaele Biglietto. “Il business dei consumi fuori casa – ha detto – è pari a 72 miliardi di euro e il trend è in crescita. Da TuttoPizza, dal dialogo con le aziende, si è evidenziata la necessitá di ridurre i prezzi dal produttore al consumatore (che nel nostro caso è il titolare delle pizzerie), di aumentare il fatturato attraverso una maggiore visibilitá e la certezza della disponibilitá delle materie prime durante tutto l’anno. Dai colloqui con i fornitori è invece emersa la richiesta di certezza dei pagamenti e della stabilitá del fatturato. Il nostro network è nato proprio per fare da collante tra le due esigenze”.

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